Vi presentiamo un’intervista ad uno dei volti più riconoscibili della pubblicità italiana degli anni ’80: Ioska Versari. Ioska si racconta, ripercorrendo la sua carriera iniziata da giovanissimo e svelando retroscena e aneddoti divertenti.
Gli esordi: un percorso inatteso nel mondo dello spettacolo
La carriera di Ioska nel mondo dello spettacolo è iniziata quasi per caso. Suo padre era attore, e questo ha portato lui e la sua famiglia a rivolgersi a un’agenzia che gestiva bambini attori. Ha iniziato facendo provini, che all’epoca erano molti. Spesso, su dieci provini, se ne vinceva uno, e così Ioska ha cominciato a fare pubblicità. Curiosamente, pur facendo questo lavoro non avrebbe voluto diventare attore (e infatti non lo è diventato) anche se si divertiva a fare provini e girare spot.
Gli spot rimasti nel cuore: da Ariel a Colussi
Nel corso della sua breve ma intensa carriera pubblicitaria da bambino, Ioska ha girato una decina di spot. Tra quelli che ricorda come più importanti ci sono sicuramente quello del detersivo Ariel, uno della Barilla, uno per i biscotti Colussi e uno per i succhi di frutta G. Ogni spot ha lasciato un segno e un ricordo particolare.
Succhi G: la pera gigante e l’emozione del primo set
La pubblicità dei succhi G è stata la sua prima esperienza. La ricorda come bellissima. Il set era stato ricreato con un prato e una pera gigante. Ioska, che all’epoca era molto piccolo, si sentiva come sulla luna di fronte a quella scenografia. Il suo compito era salire su una scala e inserire una cannuccia nella pera per far finta di bere il succo. Ci fu un problema tecnico: il buco nella pera era esattamente della circonferenza della cannuccia, rendendo difficilissimo centrarlo. Ioska non riusciva e si girava mortificato verso la troupe dicendo: “Ma non entra, non è colpa mia!”. Alla fine dovettero allargare il buco per permettergli di completare la scena. Questo spot, per l’emozione provata sul primo set e la magia della finzione, è rimasto il suo preferito.
L’aneddoto dello spot Ariel: il biondo “figo” e il moro “sfigato”
Lo spot Ariel, quello dei due bambini con la maglietta dell’Italia, vede Ioska nei panni del bambino la cui mamma lava a mano la maglia in acqua calda, al contrario dell’altro bambino (quello “biondo”) la cui mamma usa Ariel in acqua fredda. Ioska ricorda di essere stato individuato come quello “sfigato” con la maglietta scolorita, mentre l’altro, il biondino, era quello “figo”. L’aneddoto divertente è legato alle pacche che l’altro ragazzo doveva dargli per consolarlo. Queste pacche erano molto forti, tanto che Ioska dovette interrompere la registrazione per chiedere al regista di farle dare più piano.
Lo spot Barilla per lo scudetto della Roma (1986)
La storia dello spot Barilla per lo scudetto mancato è molto curiosa. Andrea Concato, copywriter che ha lavorato al progetto, ha spiegato che l’idea iniziale, proposta a Gavino Sanna (direttore creativo di Young & Rubicam, agenzia di Barilla), era di celebrare la vittoria imminente dello scudetto da parte della Roma nel 1986. Tuttavia, all’ultima di campionato, i giallorossi non riuscirono a conseguire i punti necessari e persero incredibilmente lo scudetto. Andrea Concato ebbe un’intuizione geniale. Si inventò una versione che diceva: “Quando vinci, tutto è facile, tutti si complimentano. Ma è quando perdi che hai bisogno che qualcuno ti stia vicino”. Questa idea, che puntava a costruire valori intorno al marchio piuttosto che vendere solo il prodotto, convinse subito Gavino Sanna, che aveva una mentalità aperta grazie alle sue esperienze negli Stati Uniti. Insieme, decisero di realizzare uno spot che celebrava una squadra che aveva perso, una cosa “mai vista”. Lo spot, diretto da Alessandro D’Alatri, ritraeva Ioska come un bambino solo fuori dallo stadio, intristito, che ascolta la partita alla radio. A un certo punto, una persona addetta al controllo lo fa entrare nello stadio. Questo spot vinse un Leone d’Oro al Festival di Cannes nel 1987. Tutta la storia è raccontata da Andrea Concato sul suo sito.
La riscoperta del passato con Spot 80
Parlando di Spot 80, Ioska racconta di essersi imbattuto nel sito grazie a un’email dell’allora sua ragazza (oggi moglie), che gli segnalò una pubblicità che aveva fatto e un blog che parlava di lui. Inizialmente scettico, la sua curiosità lo portò a visitare il sito. Rimase colpito dalla precisione e dalla conoscenza degli utenti del blog. Questi sembravano conoscere la sua carriera da bambino nei minimi dettagli, cosa che gli fece molto piacere. Sebbene non si consideri una persona famosa, è bello vedere che qualcuno lo ricordi per il suo lavoro pubblicitario.
Dal set pubblicitario al cinema: i film iconici
Oltre alla pubblicità, Ioska ha partecipato anche ad alcuni film. Il più importante è sicuramente “Da Grande” (1987), dove interpretava il bambino che diceva “voglio diventare grande”, quello stesso che dopo la trasformazione era interpretato da Renato Pozzetto. Ioska ha anche recitato ne “La Famiglia” di Ettore Scola e in “Non più di uno” con Renato Pozzetto, dove interpretava il figlio. Ha partecipato anche a diversi sceneggiati televisivi.
Aneddoti divertenti dai set cinematografici
Sul set di “Da Grande”, ci sono tanti aneddoti. Uno dei più divertenti riguarda la bambina che interpretava Silvietta. Lei si chiamava Gaia nella realtà e non rispondeva se chiamata Silvietta. Questo creava tensione perché le scene dovevano essere continuamente ripetute. Nonostante le spiegazioni, lei continuava a rispondere con il suo vero nome: “Mi chiamo Gaia, perché mi chiami Silvietta?”. Alla fine, si inventarono sul set la battuta “Va bene dai Gaia vieni” come se fosse un suo nomignolo nel film. Ioska ricorda anche la scena del pranzo con gli attori Alessandro Haber e Ottavia Piccolo, attori straordinari, tanto che stare in scena con loro aiutava moltissimo nell’interpretazione.
La svolta: dalla recitazione alla musica e la carriera attuale
Intorno ai 12 anni, Ioska decise di smettere di recitare. Era diventato “troppo impegnativo”. Aveva iniziato a entrare in un meccanismo lavorativo per cui veniva chiamato anche senza fare provini. Gli ultimi anni da attore bambino lo videro impegnato per mesi lontano da casa per sceneggiati. Ha iniziato a studiare musica, sua passione da sempre: prima chitarra, poi Computer Music, e ha iniziato a scrivere musica.
Oggi, Ioska Versari continua a lavorare nel settore musicale. È compositore e music consultant. Secondo la sua pagina LinkedIn, ha quasi 30 anni di esperienza come musicista, compositore e produttore artistico. Si occupa di consulenza musicale televisiva per una grossa multinazionale di produzioni televisive, Banijay Italia. Lavora dietro le quinte per fornire la sua competenza musicale e rendere più avvincenti programmi famosi come “L’Isola dei Famosi”, “Little Big Italy”, “Quattro Matrimoni” e “Quattro Hotel”. Ha partecipato a X-Factor, nelle edizioni in cui era presente Mara Maionchi, come membro del suo team di produzione.
