Tra le tante campagne contro la droga trasmesse in Italia, quella di fine anni’80 denominata “Se ti droghi, ti spegni” è forse quella rimasta di più nell’immaginario collettivo per il suo soggetto, devastante nella sua incredibile semplicità: l’inquadratura in primo piano di una ragazza (o di un ragazzo) su sfondo grigio sfumato i cui occhi, inizialmente normali, diventano bianchi e vacui dopo che la ragazza compie un giro completo su sè stessa, il tutto accompagnato dall’orrorifico motivo di un carillon.






